Come promuovere e supportare la diversità e l'inclusione in azienda

In Italia, il tema della diversità e dell'inclusione aziendale è sempre più centrale e rilevante. Anche se solo meno della metà delle imprese italiane, circa il 46 per cento secondo dati emersi del rapporto Future of Work curato da Inaz-Osservatorio Imprese Lavoro e da Business International - Fiera Milano, ha pianificato una strategia volta a promuovere pratiche di diversità e inclusione aziendale, il quadro generale fa bene sperare per il futuro. Infatti, se una minoranza delle società intervistate sostiene di non vedere l’importanza di pensare a progetti volti a colmare eventuali disparità, la maggioranza dichiara di avere comunque intenzione di elaborare un piano strutturato sul tema Diversity & Inclusion. Tutto dipende se le parole propositive e le buone intenzioni si tradurranno in fatti.

Ma perché è così importante per un’azienda oggi e per la società attuale promuovere iniziative di diversità e inclusione? Diversità e inclusione sono aspetti fondamentali nella scelta dell’azienda per cui lavorare. Questi valori non devono essere solo astratti, ma vanno integrati nella quotidianità aziendale. Le esperienze di vita diverse, le provenienze e i contesti culturali diventano un valore aggiunto se interconnessi tra loro, creando un ambiente di lavoro dove tutti possono esprimersi, crescere e dialogare al massimo del proprio potenziale.

Vediamo quali sono i benefici che traggono le imprese dall’attuazione di tali pratiche e politiche.

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I benefici prodotti da diversità e inclusione aziendali

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Il CEO di Microsoft, Satya Nadella, può essere considerato l’esempio di successo basato sulla diversità e l’inclusione: le sue origini di immigrato indiano non gli hanno impedito di scalare i livelli di Microsoft fino a diventarne il CEO. Nel suo libro Hit refresh. Una pagina nuova racconta delle politiche di Microsoft, in materia di inclusione e di diversità aziendale, attuate sotto la sua guida e del motivo per cui lui crede in questi valori.

Promuovere iniziative di diversità e inclusione (D&I) nelle organizzazioni è di importanza cruciale per ragioni sia etiche che pragmatiche. Queste iniziative servono perché contribuiscono a creare un ambiente di lavoro più equo e rispettoso, ma anche perché apportano benefici tangibili alle aziende.

●      Prendiamo in esame la creatività e l’innovazione: una forza lavoro variegata e diversificata è fonte di un’ampia gamma di prospettive e di idee. La ricchezza di pensiero stimola l'innovazione e la creatività, poiché individui con background socioculturali differenti possono proporre soluzioni uniche e inaspettate ai problemi.

●      Diversità e inclusione diventano dunque delle risorse per la produttività. E allo stesso tempo sono strumenti preziosi per una rappresentazione del mercato. Le aziende che vantano una forza lavoro diversificata sono meglio attrezzate per comprendere e servire un mercato globalizzato. Avere dipendenti che rappresentano diverse demografie può aiutare a intercettare e comprendere meglio i bisogni e le preferenze di un'ampia varietà di clienti.

●      Non bisogna poi sottovalutare i positivi effetti collaterali di un ambiente inclusivo dove la diversità è vista come un valore aggiunto. La promozione della D&I contribuisce a creare un miglioramento del clima aziendale che risulta più accogliente e aperto. Oggi è un dato di fatto che nei luoghi di lavoro dove i dipendenti si sentono valorizzati e rispettati, la soddisfazione generale è elevata, contagiosa e stimola a cascata un maggiore impegno sul lavoro.

●      Come l’effetto del domino, il passaggio successivo che produce questa rete virtuosa è l’attrazione di nuovi talenti che si aggiungono a quelli presenti felici di rimanere. Le aziende con una solida reputazione in termini di D&I esercitano un maggior appeal sui talenti, che hanno maggiori possibilità di scelta, e sulle nuove generazioni che cercano ambienti di lavoro capaci di valorizzare la diversità e l'inclusione.

●      Gli studi condotti hanno evidenziato che le organizzazioni con una maggiore diversità di genere ed etnica tendono anche ad avere performance finanziarie superiori rispetto a quelle meno diversificate. A conferma di ciò, oltre alla testimonianza di Nadella, si aggiunge l’esperienza di una personalità di spicco come Indra Nooyi, ex CEO di PepsiCo. Nooyi, sottolineando l'importanza delle pratiche e politiche di D&I, ha spesso parlato di come la diversità possa portare a una migliore comprensione dei consumatori e a una maggiore innovazione.

In sintesi, la promozione di iniziative di D&I non è solo una questione di giustizia sociale, ma rappresenta anche una strategia aziendale intelligente che può portare a un miglioramento complessivo delle performance.

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Diversità e inclusione: due facce di una medaglia

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Se, la diversità aziendale si riferisce alla presenza di un’ampia varietà di caratteristiche tra le persone, che includono etnia, genere, età, religione, disabilità, orientamento sessuale, istruzione, background socioculturale e molto altro, l’inclusione aziendale è l’altra faccia della stessa medaglia. Rappresenta, infatti, il processo attraverso il quale le aziende valorizzano e integrano queste differenze che accolgono. Non si tratta solo di avere una forza lavoro multi-sfaccettata, ma significa creare un ambiente in cui tutti i membri del team si sentano accolti, rispettati e valorizzati per le loro unicità. Per un’azienda significa promuovere con azioni concrete la partecipazione attiva e l’equità.

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Percezione e consapevolezza: la disparità è generazionale

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In termini di percezione e consapevolezza, una ricerca in Italia ha evidenziato che solo circa la metà della popolazione si dichiara ben informata sui temi di Diversità, Equità, e Inclusione, con una percentuale leggermente superiore nelle aziende. Tuttavia, una significativa maggioranza della popolazione riconosce che l'Italia è un paese caratterizzato da una notevole diversità. Le differenze maggiormente percepite includono aspetti di identità sessuale e di genere, seguiti dall'origine e dalla cultura. Un dato interessante emerge dalla fascia di età più giovane (18-24 anni), che percepisce un livello di diversità inferiore rispetto alla media, probabilmente per via di una fruizione dei media orientata verso produzioni internazionali che mettono maggiormente in risalto la diversità.

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Iniziative per promuovere inclusione e diversità aziendale

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In concreto, su cosa devono lavorare le imprese per rendere il luogo di lavoro inclusivo? Agire in maniera tale da abbattere gli stereotipi più diffusi è sicuramente il primo passo, soprattutto nei settori cosiddetti Male Dominated ovvero meccanica, logistica e tech. In questi comparti, dove vige la mentalità del “think manager, think male”, è necessario superare il Gender Gap che vede la presenza femminile ridotta ai minimi termini non solo nelle posizioni apicali. Le iniziative di inclusione aziendale possono poi concentrarsi su:

●      iniziative per l’acquisizione di competenze di Leadership inclusiva che include comportamenti mirati all’equità, alla condivisione delle decisioni e alla valorizzazione dei talenti di ciascuno;

●      politiche di sviluppo come, ad esempio, programmi di Diversity Training volti a supportare la crescita dei gruppi sottorappresentati in azienda;

●      politiche di reclutamento e selezione per attuare processi di valutazione ed assesment che non tengono conto del genere, dell’etnia o dell’età;

●      Policy che favoriscono la flessibilità e il Work-life Balance al fine di aumentare la capacità di bilanciare gli impegni di vita personale con quelli di vita professionale attraverso programmi di congedo parentale, interventi di supporto per i Caregiver, ricorso a modalità di lavoro agili o ibride.

●      soprattutto nelle aziende STEM che più risentono del problema del Gender Gap, la diversità aziendale si può superare con programmi di riduzione del divario salariale, di mentoring e promozione di modelli di ruolo femminili, workshop per promuovere i loro talenti.

●      le certificazioni come GEEIS (Gender Equality European & International Standard) o altri indicatori di parità che consentono ai manager che la incoraggiano ottenere bonus.

In Italia, come esempi da imitare abbiamo Intesa Sanpaolo, la prima banca nel nostro Paese e tra le prime in Europa a ricevere la certificazione GEEIS-Diversity. E abbiamo Geodis, società di logistica che su 600 dipendenti sono donne il 42 % di cui il 28% manager e che ha ricevuto la certificazione Geeis a conferma dell’impegno delle società in materia di diversità e inclusione aziendali.