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Diventare professoresse STEM: sfide e successi della carriera accademica

Le donne sono sottorappresentate nelle discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), soprattutto ai livelli più alti della carriera accademica. Secondo un recente rapporto della Commissione Europea, solo il 33% dei ricercatori in Europa è donna, percentuale che si riduce quando si guarda alle posizioni di leadership accademica. Meno del 25% delle cattedre universitarie in ambito STEM è occupato da donne.
Le sfide da affrontare nel settore della scienza per le donne sono molteplici: dai pregiudizi di genere alle difficoltà nel bilanciare vita privata e lavoro, fino alle barriere culturali che limitano l’accesso alle posizioni apicali. In Italia, un'indagine del Ministero dell'Università e della Ricerca ha rivelato che solo il 17% delle professoresse ordinarie proviene da discipline scientifiche, a fronte di una presenza femminile maggiore nelle fasce iniziali della carriera accademica, come le ricercatrici.
Unife, un’isola felice e rosa per la carriera accademica STEM
Ci sono, per fortuna, anche segnali incoraggianti: iniziative internazionali, come il programma Horizon Europe, promuovono progetti per incrementare la parità di genere nella scienza e sostenere la crescita professionale delle donne nelle STEM. Dati recenti suggeriscono che il tasso di lauree femminili in alcune discipline STEM cresce, superando il 40% nelle Facoltà di scienze biologiche e chimiche.
Il caso eclatante è Unife, l’Università di Ferrara, dove la presenza femminile è in costante aumento. Le donne immatricolate negli ultimi 3 anni hanno superato il 60 per cento, e le laureate Stem nel 2022 sono state il 62,2 per cento. Merito anche dell’elevata presenza femminile (circa il 40%) nelle principali cariche accademiche dell’Ateneo, sostenuta dalle due massime posizioni apicali: Rettrice e Prorettrice.
Non solo: ci sono più donne anche nel Consiglio di Parità, nel Cpta (Consiglio del Personale Tecnico Amministrativo) e vige la parità di genere nel Nucleo di Valutazione e tra i Coordinatori dei Dottorati.
Ecco che un ambiente libero da pregiudizi e antichi retaggi risulta più accogliente per le giovani donne che vogliono coltivare la passione per le materie Stem. “È necessario invertire la rotta culturale e sociologica perché non esiste nessun ostacolo per la formazione Stem delle donne” ha dichiarato la Rettrice Laura Ramaciotti. “L’Università ha il compito di sradicare gli stereotipi legati alla presunta maggiore inclinazione delle donne per le materie umanistiche e degli uomini per quelle scientifiche. Il lavoro da fare è lungo, ma il nostro Ateneo è sulla buona strada”.
Sfide nella carriera accademica delle donne STEM
Le donne che scelgono di intraprendere una carriera accademica nelle discipline STEM possono trovare ostacoli che rallentano il percorso professionale. Queste difficoltà, che variano da pregiudizi di genere a barriere istituzionali, limitano la crescita individuale e contribuiscono anche a mantenere il divario di genere nelle posizioni di leadership accademica.
Pregiudizi inconsci e stereotipi su donne e scienza
Uno dei principali muri che le donne incontrano nel mondo accademico STEM è legato ai pregiudizi inconsci. Gli studi dimostrano che sia uomini che donne tendono a sottovalutare le capacità scientifiche delle donne rispetto a quelle degli uomini. Questo fenomeno si manifesta in molteplici forme: dalle valutazioni di performance inferiori a parità di merito, alla ridotta visibilità nei network accademici e nelle collaborazioni scientifiche. Secondo una ricerca condotta dal Massachusetts Institute of Technology (MIT), le donne nella scienza hanno il 50% di probabilità in meno rispetto ai colleghi maschi di essere invitate a collaborare a progetti di ricerca su larga scala, con un impatto diretto sul loro avanzamento di carriera.
Difficoltà nel raggiungere ruoli di leadership
Nonostante il numero crescente di laureate e ricercatrici STEM, poche raggiungono posizioni di leadership mondo accademico, come quelle di professore ordinario. Secondo il Gender Equality Report dell'Unione Europea, solo il 26% delle cattedre in ambito STEM è occupato da donne. Questo fenomeno è in parte attribuito alla mancanza di modelli di riferimento femminili e alla difficoltà nel trovare sponsor e mentori disposti a supportare la crescita professionale delle donne nella carriera accademica STEM.
Bilanciare vita professionale e privata
Un'altra sfida significativa per le donne in ambito accademico STEM è rappresentata dalla difficoltà di trovare un equilibrio tra carriera e vita privata. La pressione per ottenere risultati scientifici, pubblicare articoli e partecipare a conferenze internazionali spesso coincide con gli anni in cui una donna decide di creare una famiglia. Questo diritto diventa una difficoltà che, per un mix di ragioni culturali e carenza di adeguate politiche di supporto familiare, può portare a ritardi o interruzioni nella carriera accademica di una donna. Secondo un sondaggio condotto dall’European Research Council, oltre il 40% delle ricercatrici europee ha dichiarato che la gestione della vita familiare ha avuto un impatto negativo sull’avanzamento di carriera.
Accesso limitato ai finanziamenti e alle risorse
Rispetto ai colleghi uomini, le ricercatrici in ambito STEM hanno meno accesso a finanziamenti e risorse per i propri progetti di ricerca. Questo divario si riflette in una minore partecipazione femminile in grandi progetti finanziati, che sono spesso fondamentali per l’avanzamento di carriera e per il raggiungimento delle posizioni apicali nel mondo accademico. Un rapporto del National Institutes of Health (NIH) ha mostrato che le donne hanno il 20% di probabilità in meno rispetto ai colleghi di ottenere sovvenzioni di ricerca di alto profilo. Questa disparità limita le opportunità di innovazione e di avanzamento professionale.
Successi delle donne nella scienza
Grazie alla determinazione femminile e al supporto di iniziative per la parità di genere, il numero di donne con traguardi importanti in ambito accademico e di ricerca è in costante aumento. I successi delle donne nella scienza ispirano le nuove generazioni di ricercatrici e contribuiscono a rompere vecchi stereotipi, dimostrando che le donne hanno un ruolo fondamentale nel progresso scientifico.
Ruoli di leadership e cattedre universitarie
Un crescente numero di donne raggiunge posizioni di leadership nelle università e nei centri di ricerca. Basta pensare all’esempio di Maria Chiara Carrozza, ingegnere biomedico, diventata presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) nel 2021, prima donna a ricoprire questo ruolo in Italia. Donne scienziate come Maria Chiara Carrozza o Fabiola Gianotti, attuale direttrice generale del CERN, dimostrano che è possibile infrangere il “soffitto di cristallo” e guidare istituzioni scientifiche di rilevanza globale.
Riconoscimenti internazionali alle donne di scienza
Sono sempre di più anche le scienziate con premi e riconoscimenti per i loro contributi alla scienza. Frances Arnold, biochimica statunitense, nel 2018 ha vinto il Premio Nobel per la Chimica per i suoi studi sull’evoluzione diretta degli enzimi.
Un’altra figura di spicco è la biochimica e genetista Emmanuelle Charpentier, che insieme a Jennifer Doudna ha ottenuto il Nobel per la Chimica nel 2020 per la scoperta del sistema CRISPR, una rivoluzione nel campo della genetica.
E per la quinta volta, il Nobel per la fisica nel 2023 è andato a una donna: Anne L’Huillier, professore ordinario di fisica atomica all’Università di Lund. In conferenza stampa ha invitato le giovani donne a inseguire il proprio posto nella scienza perché conciliare la carriera di ricercatrice con la vita familiare è possibile: parola di Premio Nobel con marito e dei figli.
Innovazione e contributi scientifici
Le donne guidano progetti di ricerca innovativi che trasformano numerosi campi della scienza e della tecnologia. In ambito sanitario, il Nobel per la medicina Katalin Karikó ha contribuito a sviluppare la tecnologia dell'RNA messaggero (mRNA) fondamentale per lo sviluppo dei vaccini contro il COVID-19. In Italia, l’astrofisica Sandra Savaglio, Professore Ordinario di astrofisica all'Università della Calabria, è nota per il suo lavoro pionieristico sull’evoluzione delle galassie, ed è un punto di riferimento per le giovani generazioni di donne nella scienza.
Strategie per la carriera accademica nelle STEM
Intraprendere una carriera accademica nelle discipline STEM è un percorso affascinante, ma anche impegnativo. Per avere successo, è essenziale adottare strategie efficaci che permettano di superare gli ostacoli e valorizzare le proprie capacità.
Creare una rete di supporto
Una delle risorse più preziose per chi desidera crescere nell’ambito accademico è la rete di supporto professionale. Una mentorship ti aiuta ad accedere a informazioni utili e a creare connessioni professionali fondamentali nel lungo termine. Un mentore donna che ha già superato le sfide legate alla carriera accademica, sa dare consigli pratici e incoraggiamento nei momenti difficili. Programmi di mentoring accademico promossi da università e istituzioni scientifiche sono ottimi punti di partenza per trovare mentori e alleati. Ma ci sono anche iniziative come She Figures, promosso dall'Unione Europea, organizzazioni come The Association for Women in Science (AWIS) e Women in STEM utili a collegare ricercatrici e a fornire risorse per avanzare nella carriera accademica.
Pianificare la carriera accademica
Avere una visione chiara degli obiettivi professionali mantiene alta la motivazione. Le donne che aspirano a diventare Professore Ordinario in materie Stem devono stabilire obiettivi di medio e lungo termine, identificando esperienze da acquisire e competenze da sviluppare. La partecipazione a conferenze accademiche e comitati scientifici, la candidatura a posizioni di visiting professor in altre istituzioni sono fattori che accelerano la carriera.
Partecipare a progetti di ricerca
Per intraprendere la carriera accademica serve una solida esperienza di ricerca e ottenere visibilità attraverso la pubblicazione di articoli scientifici, indispensabile per l'avanzamento di carriera nelle Università. Bisogna importante partecipare a progetti di ricerca e collaborare con colleghi di altre istituzioni, creando opportunità di co-autorialità che allargano il network professionale.
Partecipare a iniziative per la parità di genere
Partecipare a programmi e iniziative che promuovono la parità di genere nel mondo accademico è molto utile. Questi programmi offrono risorse preziose, come training per lo sviluppo di competenze di leadership, finanziamenti dedicati e opportunità di networking.
Ottenere finanziamenti e borse di studio
Le aspiranti accademiche dovrebbero cercare borse di studio, fondi di ricerca e finanziamenti offerti da organizzazioni nazionali e internazionali, come l'Unione Europea (con programmi come Horizon Europe), o istituzioni come il National Science Foundation (NSF) negli Stati Uniti. Presentare progetti ben strutturati e innovativi aumenta le possibilità di ottenere finanziamenti che rendono possibile la ricerca e migliorano il profilo accademico.
I successi ottenuti dalle donne nelle STEM dimostrano che il cambiamento è possibile, anche in settori tradizionalmente dominati dagli uomini. Sono un modello per le giovani donne che si affacciano alla carriera accademica e che desiderano avere un impatto positivo sul mondo della scienza.