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L'impatto delle donne nell'agricoltura moderna

Il 15 ottobre si celebra la Giornata Internazionale delle Donne Rurali, appuntamento istituito dall’ONU per riconoscere l’importante contributo delle donne nelle aree rurali, specialmente nel settore agricolo. Rappresenta un'occasione per riflettere sul ruolo chiave delle donne nello sviluppo sostenibile e nella sicurezza alimentare globale. Le donne in agricoltura, infatti, sono schierate in prima linea nella gestione delle risorse naturali, nella tutela della biodiversità e nell'adattamento ai cambiamenti climatici.
Promuovere l’empowerment femminile nell’agricoltura
In Italia, dove le imprenditrici agricole rappresentano circa il 30% delle aziende del settore, la Giornata Internazionale delle Donne Rurali assume un significato particolare. Spesso le donne non solo conducono imprese agricole, ma sono anche innovatrici, promotrici di nuove tecniche di coltivazione sostenibili e protagoniste di iniziative che favoriscono la filiera corta e il consumo responsabile .
Le donne in agricoltura sono determinanti nella costruzione di un futuro sostenibile e inclusivo. Per promuovere il loro empowerment, però, sono necessarie le giuste condizioni. Tra le principali opportunità vi è l'accesso a finanziamenti specifici. Programmi come Più Impresa e altre iniziative di ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) offrono supporto economico alle donne imprenditrici attraverso agevolazioni e microcrediti, con l’obiettivo di sviluppare o consolidare aziende agricole al femminile.
Un altro aspetto fondamentale è l'accesso alla formazione tecnica e imprenditoriale, essenziale per colmare il divario di competenze e facilitare l’adozione di tecnologie innovative, come l’agricoltura di precisione e l’uso di piattaforme digitali per la vendita diretta. Programmi di formazione organizzati da enti, come Coldiretti Donne Impresa e Donne in Campo-Cia, supportano le donne in agricoltura nello sviluppo di nuove competenze, promuovendo la crescita professionale e la creazione di reti collaborative.
Ultimo, ma non meno importante, il processo di digitalizzazione dell’agricoltura che rappresenta un’opportunità chiave per le donne. Attraverso strumenti come l’e-commerce e piattaforme di vendita diretta, molte imprenditrici agricole raggiungono nuovi mercati e migliorano la sostenibilità economica delle loro attività. La creazione di reti digitali di imprenditrici agricole può inoltre favorire lo scambio di idee e best practices, rafforzando la resilienza delle aziende condotte da donne.
La crescente attenzione verso un’agricoltura più sostenibile e biologica offre alle donne l’opportunità di guidare il cambiamento verso modelli di produzione più rispettosi dell’ambiente. Grazie a investimenti in energie rinnovabili e tecniche di agricoltura rigenerativa, le imprenditrici agricole possono non solo rispondere alle nuove richieste del mercato, ma anche diventare protagoniste della transizione ecologica . Queste iniziative, unite a politiche di sostegno e all’eliminazione delle barriere di genere, permettono alle donne di contribuire attivamente allo sviluppo di un’agricoltura innovativa e sostenibile.
I numeri raccontano la crescita dell’agricoltura femminile
L’imprenditoria femminile in agricoltura è in crescita, e i numeri confermano un trend positivo che vede le donne sempre più protagoniste nel settore. Secondo i dati di Confagricoltura e Coldiretti, attualmente in Italia circa il 30% delle aziende agricole è guidato da donne. Si tratta di un forte segnale di come l’agricoltura sia diventata un settore strategico per l’emancipazione economica femminile, con circa 200.000 imprenditrici che operano su tutto il territorio nazionale.
L’agricoltura femminile si distingue non solo per la quantità, ma anche per la qualità. Le imprese a conduzione femminile sono spesso orientate verso pratiche agricole più sostenibili e innovative, come l’agricoltura biologica e biodinamica. Le donne, infatti, tendono a investire di più in tecnologie green, energie rinnovabili e diversificazione delle attività aziendali, dimostrando una spiccata attenzione alla sostenibilità e all'impatto ambientale .
A livello europeo, i dati di Eurostat segnalano che circa il 35% delle aziende agricole in Europa è gestito da donne, con una forte presenza soprattutto nei settori legati all'agricoltura biologica e alla trasformazione di prodotti locali. Questo trend trova terreno fertile anche in Italia, dove le imprenditrici agricole sono tra le più innovative, guidando progetti di filiera corta, agriturismi e fattorie didattiche.
Il Rapporto Federalimentare-Censis sottolinea che le imprese femminili nel settore agricolo sono state tra le più resilienti durante la pandemia di COVID-19, dimostrando una capacità di adattamento superiore alla media, soprattutto grazie alla diversificazione delle fonti di reddito e alla maggiore propensione per il commercio online.
Storie di successo: imprenditrici agricole e innovatrici
Sono molte le storie delle donne nel settore agricolo che sono state capaci di mettere in luce sia la loro capacità imprenditoriale sia il loro impegno verso un'agricoltura femminile sostenibile e biologica. Un esempio emblematico è quello di Biorfarm: la piattaforma digitale mette in contatto gli agricoltori direttamente con i consumatori che possono adottare alberi biologici e riceverne i frutti a casa o declinare l’acquisto anche in idea regalo, per sorprendere chi ama i prodotti bio.
Ilaria Petretto, una delle co-fondatrici, ha avviato il progetto con l'obiettivo di creare una filiera agricola più equa e sostenibile, promuovendo l’agricoltura biologica e riducendo gli intermediari. Grazie a Biorfarm, gli agricoltori, molti dei quali sono imprenditrici agricole, possono ottenere un giusto compenso per il loro lavoro e accedere a un mercato più ampio.
Un'altra storia di successo arriva da Francesca Santucci, fondatrice di un’azienda agricola biologica nel Lazio. Francesca ha trasformato l’azienda di famiglia, che originariamente si occupava di coltivazioni tradizionali, in una realtà completamente biologica, producendo ortaggi e frutta di alta qualità. La sua attenzione alla biodiversità e all'agricoltura rigenerativa ha fatto crescere l’azienda, che ora collabora con diversi mercati biologici locali e partecipa a iniziative per la tutela dell’ambiente.
Maria Letizia Gardoni, giovane imprenditrice agricola e presidente nazionale di Coldiretti Giovani Impresa, è un altro esempio di donna che ha saputo innovare nel settore agricolo. Maria Letizia ha sviluppato una realtà agricola sostenibile nella regione Marche, puntando su pratiche che rispettano l’ecosistema locale e integrano l’uso di energie rinnovabili. Oltre a gestire la sua azienda, è un'importante figura che promuove il ruolo delle giovani donne in agricoltura, supportando programmi di formazione e mentoring per future imprenditrici.
Ilaria Amici ha fondato l'azienda agricola Bosco Torto a Norcia, recuperando la coltivazione dello zafferano, una tradizione abbandonata nella sua zona. Dopo il terremoto del 2016, Ilaria ha affrontato la sfida con resilienza, riuscendo a salvare il raccolto grazie all’aiuto della comunità. Oggi, la sua azienda produce anche aglio nero e miele bio, dimostrando che prodotti di nicchia possono avere un mercato stabile grazie all'e-commerce e alla strategia di comunicazione sui social media, che permette di raggiungere un pubblico più ampio .
Cascina Barosi è un'azienda agricola tutta al femminile a Cremona. Grazie anche ai fondi del Programma di sviluppo rurale della Lombardia, Benedetta Rospigliosi ha deciso di diversificare l'attività aziendale, impegnandosi nel progetto delle fattorie didattiche e operando scelte in direzione della sostenibilità ambientale, con la realizzazione di un sistema per produrre energia da fonti rinnovabili e una rete di teleriscaldamento aziendale. Con impianti fotovoltaici e biogas, Benedetta ha diversificato le attività della sua azienda zootecnica, una scelta strategica che le ha permesso di mantenere attive le operazioni nonostante le difficoltà del settore durante il lockdown .
Martina Codeluppi, giovanissima imprenditrice di Guastalla, ha deciso di lasciare gli studi in ingegneria per l’agricoltura femminile. Si dedica con successo all’azienda agricola di famiglia Codeluppi, specializzata in coltivazioni biologiche, che produce piante da orto, frutta e verdura, con vendita sia al dettaglio che all’ingrosso. Martina è riuscita a dare un impulso significativo all'azienda, portandola verso un approccio più sostenibile e innovativo, oltre a essere anche vice Presidente Nazionale AGIA Giovani Imprenditori Agricoli.
L’agricoltura femminile come visione di futuro sostenibile
Le testimonianze di queste donne dimostrano che l’agricoltura al femminile non solo è una realtà in crescita, ma è anche un settore dove innovazione e sostenibilità si incontrano per creare modelli di impresa resilienti e orientati al futuro. Le nuove imprenditrici agricole rappresentano alcune delle figure che lavorano con passione per ridefinire il futuro dell'agricoltura, a dimostrazione che innovazione, sostenibilità e leadership femminile sono strettamente interconnesse nel creare un'agricoltura più resiliente e responsabile.
La celebrazione del 15 ottobre offre un’occasione in più per parlare di politiche che riducono il gender gap in agricoltura e creano opportunità economiche e di empowerment per le donne.
Questa giornata è anche un’opportunità per sensibilizzare le istituzioni e la società sull'importanza di sostenere le donne in agricoltura, offrendo loro gli strumenti necessari per affrontare le sfide future, come il cambiamento climatico e la crescente richiesta di prodotti biologici. Sostenere l’agricoltura femminile e le imprenditrici agricole significa, infatti, investire in un’agricoltura più sostenibile e resiliente, garantendo un futuro migliore per tutti .